Testosterone e obesità nell’uomo che invecchia

Un legame bidirezionale tra ormoni, infiammazione e metabolismo

Negli ultimi anni il testosterone ha smesso di essere considerato esclusivamente l’ormone della sessualità maschile. La letteratura scientifica più recente lo colloca sempre più chiaramente al centro della regolazione metabolica, della composizione corporea e della prevenzione delle patologie croniche dell’uomo adulto e anziano.

Una review pubblicata nel 2025 su Biomolecules ha fatto il punto su questo tema, analizzando in modo sistematico la relazione tra testosterone, obesità e invecchiamento, con importanti implicazioni cliniche.


Il testosterone come regolatore metabolico

Il testosterone svolge un ruolo chiave nel mantenimento di:

  • massa muscolare e forza
  • densità ossea
  • distribuzione del grasso corporeo
  • sensibilità insulinica
  • equilibrio infiammatorio

Quando i livelli di testosterone si riducono, non si osservano solo sintomi sessuali o calo dell’energia, ma alterazioni profonde del metabolismo.


Obesità e testosterone: una relazione bidirezionale

Un punto centrale della review è che l’obesità non è solo una conseguenza del deficit di testosterone, ma anche una sua causa.

Come l’obesità riduce il testosterone

Il tessuto adiposo in eccesso, in particolare quello viscerale, determina:

  • aumento dell’attività dell’aromatasi → maggiore conversione del testosterone in estrogeni
  • incremento di citochine infiammatorie (TNF-α, IL-6)
  • alterazione dei segnali ipotalamici e ipofisari
  • resistenza alla leptina a livello centrale

Il risultato è una disfunzione dell’asse ipotalamo–ipofisi–gonadi e una riduzione della produzione endogena di testosterone.

Come il deficit di testosterone favorisce l’obesità

Livelli androgenici ridotti portano a:

  • perdita di massa muscolare
  • riduzione del dispendio energetico basale
  • accumulo di grasso viscerale
  • peggioramento della sensibilità insulinica

Si instaura così un circolo vizioso: meno testosterone → più grasso → ancora meno testosterone.


Invecchiamento: il fattore amplificante

Con l’avanzare dell’età, i livelli di testosterone diminuiscono fisiologicamente. Questo declino, se associato a sovrappeso o obesità, accelera:

  • comparsa di diabete tipo 2
  • dislipidemia
  • ipertensione
  • steatosi epatica (NAFLD)
  • aumento del rischio cardiovascolare

In una società che invecchia e diventa sempre più sedentaria, questo scenario ha un impatto sanitario rilevante.


Terapia sostitutiva con testosterone (TRT): cambio di paradigma

La review sottolinea come la TRT moderna non debba essere interpretata come una terapia “estetica” o limitata alla sfera sessuale.

Nei soggetti correttamente selezionati, la TRT può:

  • migliorare la composizione corporea
  • ridurre il grasso viscerale
  • aumentare la massa magra
  • migliorare il controllo glicemico
  • modulare lo stato infiammatorio

Emergono inoltre nuovi ambiti di ricerca, tra cui:

  • interazione tra testosterone e microbiota intestinale
  • differenze di risposta legate a genetica ed etnia
  • approcci sempre più personalizzati alla terapia

Verso una gestione personalizzata dell’ipogonadismo

Il messaggio più importante è che non esiste una TRT “standard” valida per tutti.
La gestione moderna dell’ipogonadismo richiede:

  • valutazione clinica completa
  • analisi della composizione corporea
  • studio del profilo metabolico e infiammatorio
  • monitoraggio nel tempo

Il testosterone non va visto come una scorciatoia, ma come uno strumento terapeutico da integrare in una strategia globale di salute maschile.


Conclusione

Il legame tra testosterone, obesità e invecchiamento è complesso ma ormai ben documentato.
Trattare il deficit androgenico significa oggi intervenire su metabolismo, prevenzione e longevità, non solo su sintomi isolati.

In un’ottica di medicina moderna e personalizzata, il testosterone torna a essere ciò che biologicamente è sempre stato:
un ormone sistemico, centrale per la salute dell’uomo nel corso della vita.