Perdere peso può migliorare pressione arteriosa, mobilità, metabolismo e qualità di vita. Nell’uomo anziano, tuttavia, il dimagrimento può comportare anche una conseguenza meno desiderabile: la perdita di massa muscolare e densità ossea.
Il problema è particolarmente rilevante negli uomini con obesità, fragilità e ipogonadismo documentato. In questo contesto la terapia sostitutiva con testosterone non deve essere considerata un farmaco dimagrante, ma può diventare uno strumento per proteggere la composizione corporea mentre dieta ed esercizio producono la perdita di peso.
Dimagrire non significa perdere soltanto grasso
Una riduzione importante del peso corporeo coinvolge generalmente sia la massa grassa sia una quota di massa magra. Nel paziente giovane e allenato questa perdita può essere limitata. Nell’uomo anziano, sedentario, fragile o ipogonadico può invece contribuire a sarcopenia, riduzione dell’autonomia e maggiore vulnerabilità.
Il testosterone è uno dei regolatori fisiologici della massa muscolare. Le linee guida EAU riportano che l’ipogonadismo si associa a una maggiore percentuale di grasso e a una minore massa magra, mentre la terapia con testosterone può ridurre il grasso corporeo e aumentare la massa magra nei pazienti correttamente selezionati.
Questo non significa che ogni uomo che perde muscolo debba ricevere testosterone. Significa che un deficit androgenico autentico può rappresentare uno dei fattori che rendono il dimagrimento meno favorevole dal punto di vista muscolare.
Lo studio del 2025: TRT associata a minore perdita muscolare
Nel febbraio 2025 il Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle ha pubblicato un sottostudio randomizzato del trial LITROS.
La ricerca ha coinvolto 83 uomini di almeno 65 anni con obesità, fragilità e testosterone mattutino persistentemente inferiore a 300 ng/dL. Tutti hanno seguito per 26 settimane un intervento intensivo sullo stile di vita, basato su gestione del peso ed esercizio. I partecipanti sono stati assegnati a TRT o placebo; 38 hanno inoltre effettuato biopsie muscolari seriali per l’analisi trascrittomica.
La perdita di peso è stata simile nei due gruppi, circa il 10%. La composizione corporea, però, ha mostrato una differenza:
- massa magra e volume muscolare della coscia: −2% con TRT contro −4% con placebo;
- densità minerale dell’anca: +0,4% con TRT contro −1,3% con placebo;
- incremento della forza: 23% con TRT e 24% con placebo.
La TRT ha quindi attenuato la perdita di massa muscolare e preservato meglio la densità ossea, mentre il miglioramento della forza è stato determinato soprattutto dal programma di esercizio.
Il testosterone non sostituisce l’allenamento
Il fatto che la forza sia aumentata quasi allo stesso modo nei due gruppi è un risultato importante.
Dimostra che il testosterone non sostituisce lo stimolo meccanico dell’esercizio. La TRT può contribuire a conservare il tessuto muscolare, ma è l’allenamento progressivo che rende quel tessuto funzionale.
La lettura clinica più corretta è quindi sinergica:
- la dieta permette la perdita di grasso;
- l’allenamento mantiene e migliora la funzione;
- un adeguato apporto proteico sostiene il recupero;
- la TRT corregge il deficit androgenico quando realmente presente;
- il monitoraggio verifica che il percorso sia efficace e sicuro.
Anche la review pubblicata su European Urology nel 2026 definisce la terapia con testosterone come trattamento standard negli uomini sintomatici con deficit documentato, riportando effetti favorevoli sulla composizione corporea, ma mantenendo centrali diagnosi e follow-up.
Un effetto biologico misurabile nel muscolo
Lo studio non si è limitato alla composizione corporea. Le biopsie muscolari hanno mostrato che la TRT contrastava parte della riduzione, indotta dal dimagrimento, dell’espressione di geni coinvolti nei processi anabolici di muscolo e osso.
Nel gruppo TRT risultavano inoltre maggiormente espressi alcuni geni implicati nella regolazione muscolare e ossea, tra cui MYOD1 e WNT4. Questi risultati forniscono una plausibilità biologica al dato clinico: la minore perdita di massa non sembra essere soltanto una variazione numerica della DXA, ma riflette una diversa risposta adattativa del tessuto muscolare.
Si tratta comunque di un sottostudio su 38 biopsie e il risultato molecolare deve essere considerato esplorativo.
A chi si applicano questi risultati?
La popolazione studiata era molto specifica:
- uomini di almeno 65 anni;
- obesità;
- fragilità fisica;
- testosterone mattutino persistentemente inferiore a 300 ng/dL;
- intervento intensivo e supervisionato su dieta ed esercizio;
- trattamento della durata di 26 settimane.
Non è quindi corretto usare questo studio per proporre TRT:
- a uomini con testosterone normale;
- come farmaco dimagrante;
- per evitare ogni perdita muscolare durante una dieta;
- come sostituto dell’allenamento;
- senza una diagnosi completa di ipogonadismo.
Lo studio non era inoltre progettato per valutare direttamente i pazienti in trattamento con semaglutide, tirzepatide o altri farmaci incretinici. Applicare automaticamente questi risultati al dimagrimento farmacologico sarebbe un’estrapolazione clinica, non un dato dimostrato.
Cosa monitorare nella pratica
Nel paziente ipogonadico che sta perdendo peso, il controllo non dovrebbe limitarsi a peso e testosterone totale.
È utile valutare:
- circonferenza vita;
- massa magra e massa grassa, quando disponibile;
- forza e performance fisica;
- apporto proteico e qualità della dieta;
- frequenza dell’allenamento di resistenza;
- testosterone nel corretto timing rispetto alla formulazione;
- emoglobina ed ematocrito;
- PSA e quadro urologico;
- pressione arteriosa;
- vitamina D e salute ossea quando indicate.
L’Endocrine Society raccomanda di usare la TRT negli uomini con ipogonadismo per correggere i sintomi del deficit, con rivalutazione della risposta e degli effetti avversi dopo l’inizio del trattamento.
Conclusione
La TRT non fa dimagrire e non sostituisce dieta ed esercizio.
Nel paziente anziano, obeso, fragile e con ipogonadismo documentato può però avere un ruolo clinicamente utile: attenuare la perdita di massa muscolare e preservare meglio la densità ossea durante un percorso intensivo di dimagrimento.
Il messaggio corretto è:
perdere grasso, preservare muscolo, recuperare funzione.
Il testosterone può contribuire a questo obiettivo quando corregge una carenza reale ed è inserito in una strategia completa, supervisionata e monitorata.
8) Fonti e interpretazione clinica
Articolo del giorno — trial randomizzato e sottostudio biologico
Viola V., Samanta T., Duremdes Nava M.L. et al. Testosterone Modulation of Muscle Transcriptomic Profile During Lifestyle Therapy in Older Men with Obesity and Hypogonadism. Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle. 2025;16(1):e13697. doi: 10.1002/jcsm.13697. PubMed e testo integrale disponibile.
Dati consolidati
Le linee guida EAU riportano che l’ipogonadismo si associa a maggiore massa grassa e minore massa magra e che la terapia con testosterone può ridurre il grasso corporeo e aumentare la massa magra.
La review European Urology 2026 considera la terapia con testosterone il trattamento standard per gli uomini sintomatici con testosterone basso documentato e riconosce benefici sulla composizione corporea, mantenendo indispensabili selezione e monitoraggio.
Interpretazione clinica
Il dato sostiene un ruolo pro-TRT come protezione della composizione corporea nel paziente ipogonadico sottoposto a dimagrimento, non come trattamento dell’obesità in sé. La forza non è migliorata più del placebo: allenamento e nutrizione restano fondamentali.
I risultati non devono essere estesi automaticamente agli uomini più giovani, eugonadici o trattati con farmaci GLP-1, perché queste popolazioni non erano l’oggetto specifico del trial.