TRT dopo tumore della prostata: nuovi dati 2026 cambiano il paradigma

er decenni una precedente diagnosi di carcinoma prostatico è stata considerata una controindicazione quasi automatica alla terapia sostitutiva con testosterone.

Il ragionamento sembrava intuitivo: la prostata è androgeno-sensibile, quindi aumentare il testosterone avrebbe potuto favorire la ripresa della malattia.

Ma medicina intuitiva e medicina basata sull’evidenza non sono sempre la stessa cosa.

Nel 2026 un trial randomizzato pubblicato su JAMA Internal Medicine ha fornito il primo dato prospettico controllato particolarmente importante in uomini ipogonadici precedentemente sottoposti a prostatectomia radicale per carcinoma prostatico localizzato favorevole.

Chi è stato realmente studiato

È fondamentale non generalizzare.

Il trial ha incluso 136 uomini di almeno 40 anni, con età media di circa 69 anni.

Tutti avevano avuto un carcinoma prostatico organo-confinato con Gleason:

3+3

oppure

3+4.

Avevano inoltre un PSA non rilevabile da almeno due anni dopo prostatectomia radicale, due misurazioni di testosterone con media inferiore a 275 ng/dL e almeno un sintomo di ipogonadismo, come riduzione della libido, disfunzione erettile o affaticamento.

Questa popolazione rappresenta quindi un gruppo oncologicamente molto selezionato.

Che cosa ha prodotto la TRT

I pazienti sono stati randomizzati a testosterone cypionate 100 mg una volta alla settimana oppure placebo per 12 settimane.

Rispetto al placebo, la TRT ha prodotto un aumento significativo dell’attività sessuale.

Ha inoltre migliorato:

desiderio sessuale;

dominio sessuale della qualità di vita;

alcuni parametri di benessere psicologico;

composizione corporea;

potenza muscolare;

VO₂ peak.

La funzione erettile non è invece migliorata in maniera significativa.

Questo risultato è clinicamente coerente.

In un uomo sottoposto a prostatectomia radicale, la disfunzione erettile può dipendere da danno neurovascolare e vascolare che non può essere corretto semplicemente normalizzando il testosterone.

TRT e riabilitazione erettile rimangono quindi due concetti differenti.

E il rischio di recidiva?

Nessun paziente nel gruppo testosterone e nessun paziente nel gruppo placebo ha sviluppato una recidiva biochimica durante trattamento o nel breve periodo di osservazione successivo.

È un dato incoraggiante.

Ma non è una prova definitiva di sicurezza oncologica.

Il trattamento è durato soltanto 12 settimane e il trial non aveva né dimensioni né durata sufficienti per valutare recidive cliniche a lungo termine.

Gli autori stessi definiscono lo studio un trial proof-of-concept che fornisce la base razionale per studi più ampi e più lunghi.

Cosa ci dice il resto dell’evidenza

Nel giugno 2026 una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Andrology ha analizzato sette studi retrospettivi comprendenti complessivamente 398 uomini trattati con testosterone dopo prostatectomia radicale.

La frequenza aggregata di recidiva biochimica è risultata del 3,5%, con intervallo di confidenza del 95% tra 1,5% e 8,5%. Gli autori hanno però sottolineato che l’assenza, fino ad allora, di trial randomizzati e la qualità non uniforme degli studi impedivano conclusioni definitive.

Il nuovo trial randomizzato aggiunge quindi un livello di evidenza importante, ma non chiude la questione della sicurezza di lungo periodo.

Cosa raccomandano oggi le EAU

Le linee guida EAU distinguono chiaramente tra carcinoma prostatico attivo e paziente precedentemente trattato.

La TRT resta controindicata nel carcinoma prostatico attivo.

Negli uomini sintomatici precedentemente sottoposti a chirurgia per carcinoma localizzato, invece, la terapia può essere discussa se il rischio di recidiva è basso e non vi è evidenza di malattia attiva.

Le EAU raccomandano di informare esplicitamente il paziente che i dati di sicurezza a lungo termine restano limitati.

Suggeriscono inoltre di limitare la TRT a soggetti a basso rischio di recidiva e indicano un monitoraggio del PSA a 3, 6 e 12 mesi nel primo anno, quindi annualmente.

Il vero cambiamento di paradigma

Il punto non è trasformare un precedente divieto assoluto in una prescrizione automatica.

Il cambiamento è più sottile e più scientifico.

Per alcuni uomini curati da un carcinoma prostatico favorevole, con PSA stabilmente non rilevabile, ipogonadismo documentato e sintomi importanti, oggi possiamo discutere razionalmente il rapporto tra beneficio e rischio della TRT.

La domanda non dovrebbe più essere:

“Hai avuto un tumore della prostata: posso prescrivere testosterone?”

ma:

“Quale tumore hai avuto, come è stato trattato, qual è il rischio di recidiva, da quanto tempo il PSA è non rilevabile e quanto pesa clinicamente il tuo ipogonadismo?”

Conclusione

Il trial randomizzato del 2026 rappresenta un passaggio importante.

In uomini accuratamente selezionati dopo prostatectomia radicale per carcinoma prostatico localizzato favorevole, la TRT ha migliorato sessualità, benessere, composizione corporea e performance fisica senza recidive biochimiche osservate nel breve periodo.

Non dimostra che la TRT sia oncologicamente sicura a lungo termine.

Dimostra però che il divieto indiscriminato non è più l’unico modo scientificamente sostenibile di affrontare il problema.

Nel paziente corretto, la decisione può diventare individualizzata, condivisa e monitorata.

Fonti e lettura clinica

Studio principale — randomizzato, doppio cieco, 2026

Bhasin S, Burnett AL, Gagliano-Jucá T, et al. Testosterone Treatment in Prostate Cancer Survivors With Hypogonadism: A Randomized Clinical Trial. JAMA Internal Medicine. 2026;186(7):805-814. Pubblicato online l’11 maggio 2026. DOI: 10.1001/jamainternmed.2026.1343. Include 136 uomini con carcinoma organo-confinato Gleason 3+3 o 3+4, PSA non rilevabile ≥2 anni dopo prostatectomia radicale e ipogonadismo sintomatico.

JAMA Internal Medicine — Bhasin et al. 2026

PubMed — PMID 42113507

Meta-analisi 2026 dopo prostatectomia radicale

Corona G, Morgado LA, Capogrosso P, et al. Testosterone Therapy After Radical Prostatectomy: Insights From a Systematic Review and Meta-Analysis. Andrology. 2026. DOI: 10.1111/andr.70285. Sette studi retrospettivi, 398 uomini, recidiva biochimica aggregata del 3,5%; evidenza ancora insufficiente per concludere sulla sicurezza a lungo termine.

PubMed — Corona et al. 2026

EAU Guidelines 2026 — Male Hypogonadism

Le EAU distinguono chiaramente carcinoma prostatico attivo da precedente carcinoma localizzato trattato. Nei sopravvissuti sintomatici dopo chirurgia, la TRT può essere presa in considerazione in soggetti a basso rischio di recidiva, con counselling sul limite dei dati a lungo termine. Raccomandano PSA a 3, 6 e 12 mesi nel primo anno e poi annualmente.

EAU Guidelines — Male Hypogonadism

Dato consolidato: la TRT rimane controindicata nel carcinoma prostatico attivo; un precedente carcinoma localizzato favorevole trattato chirurgicamente non rappresenta invece necessariamente una controindicazione assoluta permanente.

Dato nuovo: nel nuovo RCT 2026, uomini con PSA non rilevabile da almeno due anni dopo prostatectomia radicale hanno ottenuto miglioramenti di attività sessuale, desiderio, composizione corporea e performance fisica con TRT, senza recidive biochimiche osservate nel breve periodo.

Limite decisivo: 0 recidive in uno studio di 12 settimane non equivale a prova di sicurezza oncologica di lungo periodo. Il trial non è applicabile a carcinoma prostatico attivo, alto rischio, malattia metastatica, uomini in ADT o automaticamente a pazienti trattati con radioterapia.

Interpretazione clinica: questo studio non giustifica una TRT “libera” dopo tumore della prostata. Giustifica qualcosa di più importante: abbandonare il divieto indiscriminato e passare a una selezione oncologica rigorosa, decisione condivisa e monitoraggio del PSA nel paziente realmente ipogonadico.